Il programma della XXVII edizione della Stagione Musicale del Comune di Varese – come sempre ricco e di eccellente qualità grazie alla direzione artistica del professor Fabio Sartorelli – è caratterizzato quest’anno dalla forte presenza beethoveniana (nel 2027 saranno trascorsi duecento anni dalla scomparsa di Ludwig van Beethoven). È un tributo, questo, necessario, che si articola in alcune delle composizioni più celebri, più celebrate e più complesse del Genio tedesco (si pensi solo alle tre sinfonie proposte). Ma è necessario soprattutto per noi, oggi, che smarriti assistiamo impotenti agli stravolgimenti del tempo presente. Forse potremmo trovare nutrimento nel riascoltare, alla luce della crisi climatica che richiede risposte sempre più urgenti e non più derogabili, la Pastorale (il cui ascolto andrebbe accompagnato con la lettura di alcune pagine dei Dolori del giovane Werther di Goethe); forse potremmo trovare un po’ di consolazione nel riascoltare l’invito quanto mai attuale dei versi di Schiller (1785), riproposti nella Nona sinfonia (1822), la cui melodia è stata poi elevata a Inno europeo: «Seid umschlungen, Millionen!» («Abbracciatevi, moltitudini!»).
Insomma, la Stagione Musicale Comunale non è soltanto l’occasione per ascoltare buona musica eseguita da interpreti di fama internazionale, ma rappresenta, come ogni azione culturale, un momento di condivisione, di riflessione e di confronto, affinché si possa almeno sperare - se non costruirlo insieme - un futuro migliore.
Anche quest’anno corre l’obbligo di ringraziare i numerosi e generosi sostenitori, che continuano a manifestare interesse e affetto per una delle iniziative culturali più prestigiose della nostra Città, e la Curia di Milano, che ancora una volta ci accoglie nella splendida Basilica di San Vittore. La disponibilità e la generosità di privati cittadini come di enti e istituzioni dimostrano come la Stagione Musicale Comunale sia ormai diventata un patrimonio cittadino.
Enzo R. Laforgia
Assessore alla Cultura del Comune di Varese

Foto: Fabio Sartorelli © Marco Caselli per Ferrara Musica

Ci sono stagioni che nascono intorno a un’idea, altre che acquistano il proprio significato mettendo in relazione programmi, interpreti, ritorni e nuove presenze. Questa ventisettesima edizione appartiene a entrambe le categorie. Il 2027 segna il bicentenario della morte di Beethoven e la sua musica attraversa il nostro percorso: la Nona Sinfonia con l’Orchestra Sinfonica di Milano e Jac van Steen, la Settima con Philippe Herreweghe e l’Orchestre des Champs-Élysées, la Pastorale con András Schiff e la Chamber Orchestra of Europe. Tre sinfonie in una sola Stagione: per un bicentenario di questa portata, ci è sembrato il minimo.
Ma la Stagione è fatta anche di ritorni molto attesi. Gidon Kremer torna a Varese, insieme alla Kremerata Baltica, dopo moltissimi anni di assenza; Philippe Herreweghe ritorna invece a distanza di un solo anno, dopo un concerto che molti di noi ancora ricordano. Jan Lisiecki attraversa due secoli di musica seguendo le trasformazioni della danza, mentre Vox Luminis ci porta nel cuore della polifonia rinascimentale con la Missa Papae Marcelli di Palestrina. E, fra loro, András Schiff, nella doppia veste di pianista e direttore.
E poi ci sono Giovanni Conti e Lorenzo Messina. Oggi le loro carriere li hanno condotti fino a Berlino; ma noi li ricordiamo bambini, assidui frequentatori della nostra Stagione Musicale. Ritrovarli ora sul palcoscenico, non più tra il pubblico ma da protagonisti, è forse uno dei segni più belli di ciò che una stagione musicale può rappresentare nel tempo.
Anche quest’anno ogni concerto porta con sé un ricordo. È il nostro modo di tenere accanto a noi persone che hanno condiviso e sostenuto questa avventura e che continuano, attraverso la musica, a farne parte.
E ora è il momento di ascoltare.
Fabio Sartorelli
Direttore artistico Stagione Musicale Comunale
Back to Top