mercoledì 16 febbraio, ore 20.30
Basilica di San Vittore


Federico Guglielmo violino
Giovanni Sollima violoncello
Il Pomo d’Oro – Orchestra barocca

“Al-Bunduqiyya” the lost concerto

Antonio Vivaldi
Concerto in si b magg. RV 547

Trad. Arbereshe Moje Bokura 
elab. Per violoncello, archi e basso di G. Sollima

Giuseppe Tartini 
“Lieto ti prendo e poi” Aria del Tasso e Gondoliera per violino e basso

Giovanni Sollima
“Concerto Perduto” per violoncello, archi dai frammenti dei Concerti RV787 e 788 per Teresa

Antonio Vivaldi
Sinfonia dall’opera “Dorilla in Tempe” per archi e basso RV 709

Trad. Cipro – “Kartsilamades” (Tre balli Karsilama)
elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima

Antonio Vivaldi
Concerto in La magg. per violino, violoncello “all’inglese”, archi e basso RV 546

Giovanni Sollima
“Moghul” per violino, archi e basso

Antonio Vivaldi
Recitativo per violino e basso dal Concerto “Grosso Mogul” RV 208

Antonio Vivaldi
“il Proteo o sia il mondo al rovescio”
Concerto in Fa maggiore per violino, violoncello, archi e basso RV 544

Giovanni Sollima 
The Family Tree per violino, violoncello, archi e basso.

Gli abbonati mi scuseranno per questa precisazione che rivolgo più a quanti non sono nostri abituali frequentatori piuttosto che a loro. Il Pomo d’Oro è un gruppo di musica barocca con un carnet di registrazioni discografiche realizzato a fianco di grandi divi e per un’etichetta mitica (la Deutsche Grammophon), il cui nome non ha nulla a che spartire con il celebre condimento nostrano. Il Pomo d’Oro al quale il gruppo si è votato fa riferimento al mito di Paride e la mela d’oro, il frutto del giardino delle Esperidi che prometteva l’eterna giovinezza. È poi evidente come i nostri musicisti si siano divertiti con questo nome “sugoso”, a rimarcare la matrice italica del gruppo. Aggiungo che Il Pomo d’Oro fu il titolo di un’opera di Antonio Cesti andata in scena nel 1668, e subito entrata nell’immaginario collettivo europeo di quegli anni.
Trattandosi di un gruppo votato al barocco, ecco allora la presenza di un barocchista esperto come il violinista Federico Guglielmo ma, amando noi mescolare le carte, ecco al suo fianco un artista trasversale e scompaginatore come il violoncellista Giovanni Sollima, le cui composizioni si alterneranno a quelle di Vivaldi e Tartini, e che per l’occasione ha scritto un “Concerto perduto” su frammenti di concerti del grande musicista veneziano.
Insomma, una serata da non perdere sospesa fra il barocco e il barock sollimaniano.


In ricordo di Dante Isella

photo © J. Mignot

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